Gli Italiani e il Sistema Sanitario Nazionale
L’Anaao Assomed (Associazione Medici Dirigenti) ha promosso una indagine su “GLI ITALIANI E IL SSN” per verificare quale sia oggi il giudizio sulla qualità delle cure, sulla fiducia e sul rapporto con il medico ospedaliero e sul rapporto tra pubblico e privato. I risultati dell’indagine sono stati presentati nel corso della conferenza stampa che si è svolta il 14 gennaio 2009 alla presenza del Sottosegreteraio alla Salute, Ferruccio Fazio.
Dall’indagine è emerso che l’ospedale pubblico risulta essere il punto di riferimento principale per l’assistito e sembra resistere come presidio di qualità cui gli italiani continuano a rivolgersi con soddisfazione, anche al Centro e al Sud del Paese.
La qualità delle cure e delle prestazioni ospedaliere è giudicata soddisfacente dal 72% degli intervistati. Una media che comprende la soddisfazione del Nord (82%) ma anche quella del Centro (68%) e del Sud (57%).
Giudizi quasi analoghi sul personale medico e sanitario, che risulta promosso dal 70% degli italiani (80% Nord, 63% Centro e 60% Sud).
Nella rosa dei servizi socio sanitari cui il Governo dovrebbe dare attenzione si collocano ai primi posti e con identiche percentuali l’assistenza agli anziani, la sanità domiciliare e l’assistenza ospedaliera. Sono soprattutto i soggetti delle regioni del Sud/Isole (67%) a focalizzare la richiesta sull’assistenza ospedaliera, e percentuali superiori al dato medio si registrano tra i maschi e quanti hanno meno di 54 anni (64%). La domanda di concentrare l’attenzione verso l’assistenza agli anziani proviene soprattutto dai soggetti delle regioni del Centro (67%) e dagli gli ultra 65enni (64% contro il 50% di chi ha meno di 35 anni).
In conclusione dall’indagine è emerso quindi che i pazienti riconoscono che i medici italiani sono competenti e preparati, ma sono ancora ancora necessari ulteriori passi avanti per migliorare la loro capacità di comunicare con i pazienti e, in generale, per umanizzare l’assistenza offerta dal Servizio sanitario nazionale. Si tratta indubbiamente di un percorso complesso che richiede la collaborazione di tutti i professionisti e di tutte le istituzioni coinvolte. La ricerca ha confermato la fiducia dei cittadini nel sistema pubblico ma ha evidenziato una forte spaccatura tra Nord e Sud del Paese, sia pur con un sostanziale buon giudizio complessivo nei confronti dei medici, considerati competenti.
“Quello che manca un po’ – ha sottolineato Fazio – e che i pazienti chiedono, è l’umanizzazione, la possibilità di occuparsi degli ammalati, di dedicare loro del tempo. Questa è una cosa su cui dobbiamo lavorare”. Il sottosegretario ha inoltre precisato che “non ci può essere umanizzazione delle cure senza la formazione del personale”. Formazione quanto mai necessaria, soprattutto a partire dal percorso di studi universitari.










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