News dal Congresso Annuale dell’ASCO
All’ultimo congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), tra gli altri, è stato presentato un interessante lavoro sul carcinoma mammario.
Il carcinoma mammario triple negative (TNBC) è caratterizzato dalla negatività dei recettori ormonali e del recettore HER2 ed è in generale particolarmente aggressivo. Parte dei casi triple negative possono essere considerati basal like (in genere caratterizzati dalla positività delle citocheratine 5/6 e/o dell’EGFR) secondo la classificazione basata su differenti profili di espressione genica e parte dei casi di TNBC occorrono in donne portatrici di mutazione BRCA1/2.
I primi risultati concernenti nuovi farmaci sperimentati nelle pazienti triple negative aprono alla possibilità di sviluppare specifici trattamenti per questi casi. Con la nuova classe degli inibitori di PARP il bersaglio è costituto dalla riparazione del DNA danneggiato. Vari agenti (raggi UV, radiazioni ionizzanti, sostanze chimiche, ecc.) producono ogni giorno miliardi di danni al DNA, con rotture di una singola elica o di entrambe.
Nel primo caso il processo di riparazione è detto base excision repair ed è controllato dall’enzima PARP.
Le cellule tumorali – anche a causa della rapida proliferazione e quindi del minor tempo a disposizione – hanno difetti riparativi e molteplici danni da instabilità genetica. In caso di danno a un singolo filamento, PARP si lega ai punti di rottura, formando catene di poli (ADP – ribosio): così vengono reclutati specifici enzimi di riparazione. La mancata riparazione del singolo filamento – come conseguenza dell’esposizione a un inibitore di PARP – determina una rottura della doppia elica nella fase S del ciclo cellulare.
 Al Congresso ASCO, è stato presentato uno studio con BSI-201 che ha confrontato una terapia con carboplatino+gemcitabina da soli o con l’aggiunta di BSA-201. 123 pazienti sono state trattate nell’ambito dello studio. Le pazienti avevano un’età mediana di 52-55 anni e in larga maggioranza avevano metastasi viscerali. In circa il 60% avevano ricevuto una chemioterapia (neo)adiuvante e in oltre il 20% dei casi almeno una prima linea di chemioterapia per la situazione metastatica. La percentuale di risposte obiettive è stata del 16% con carboplatino e gemcitabina (così risultando confermata una pur modesta attività del platino in questi casi) e del 48% con l’aggiunta del BSI-201.
Un vantaggio in sopravvivenza è stato rilevato inoltre nelle pazienti trattate col nuovo farmaco, nonostante alle pazienti del braccio della sola chemioterapia sia stata offerta l’opzione del BSI-201 al momento della progressione.
Con l’inibitore di PARP la tossicità della chemioterapia non è apparsa per nulla aumentata (anzi, la percentuale di neutropenia di grado 4 è del 22% con la sola chemioterapia e del 12,3% con l’aggiunta di BSI-201).
Le conclusioni degli Autori sono state:
•PARP1 è upregolato nella maggior parte dei casi;
•BSI-201 + carboplatino e gemcitabina è risultato ben tollerato;
•l’aggiunta di BSI-201 si traduce in migliori risultati clinici
    – Clinical Benefit Rate: 62% vs 21% (p=0,0002)
    – Risposte obiettive: 48% vs 16% (p=0,002)
    – PFS mediana: 6,9 mesi vs 3,3 mesi (p<0,0001);
    – sopravvivenza mediana: 9,2 mesi vs 5,7 mesi (p=0,0005).










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